Negli ultimi anni la dieta chetogenica è diventata molto popolare, soprattutto come strategia per perdere peso rapidamente. Dietro il termine “chetogenica”, però, si nascondono protocolli nutrizionali differenti e non sempre ciò che viene proposto online come “dieta keto” corrisponde a un trattamento nutrizionale correttamente impostato.
La dieta chetogenica è un regime alimentare caratterizzato da una marcata riduzione dell’apporto di carboidrati, tale da indurre l’organismo a utilizzare prevalentemente i grassi come fonte energetica e a produrre corpi chetonici. Questa condizione, chiamata chetosi nutrizionale, è un fenomeno fisiologico e non deve essere confusa con la chetoacidosi diabetica, che rappresenta invece una condizione patologica potenzialmente grave.
Esistono diverse forme di dieta chetogenica. In ambito medico, per il trattamento dell’obesità viene frequentemente utilizzata la Very Low Calorie Ketogenic Diet (VLCKD), caratterizzata da un apporto molto ridotto di carboidrati e calorie, ma con una quantità di proteine attentamente calcolata per cercare di preservare la massa muscolare. Le linee guida europee considerano la VLCKD una possibile strategia nutrizionale nel trattamento dell’obesità, purché venga inserita in un programma strutturato e supervisionato da professionisti sanitari.
Per chi può essere indicata?
Una dieta chetogenica può rappresentare un’opzione soprattutto in persone con sovrappeso importante o obesità, quando è necessario ottenere una riduzione ponderale significativa nell’ambito di un percorso medico-nutrizionale.
Può essere presa in considerazione, ad esempio, in presenza di obesità associata a condizioni metaboliche quali insulino-resistenza, alterazioni della glicemia, ipertensione, dislipidemia o accumulo di grasso viscerale. Gli studi sulla VLCKD hanno documentato non soltanto una riduzione del peso corporeo, ma anche miglioramenti di diversi parametri metabolici in pazienti selezionati.
In alcuni casi può essere utilizzata per un periodo limitato anche prima della chirurgia bariatrica, con l’obiettivo di ridurre il peso e il volume epatico e facilitare l’intervento.
Un’altra indicazione storicamente ben consolidata della dieta chetogenica, con protocolli però molto diversi da quelli utilizzati per il dimagrimento, è rappresentata da alcune forme di epilessia farmacoresistente, soprattutto in ambito pediatrico e neurologico specialistico.
La presenza di diabete di tipo 2 non esclude necessariamente una strategia chetogenica, ma richiede particolare attenzione. La drastica riduzione dei carboidrati può infatti modificare rapidamente la glicemia e rendere necessario adeguare la terapia farmacologica per evitare episodi di ipoglicemia o altre complicanze.
Per chi non è indicata?
La dieta chetogenica non dovrebbe essere iniziata autonomamente e non è adatta a tutti.
È generalmente controindicata in gravidanza e durante l’allattamento, nel diabete di tipo 1 e in alcune gravi patologie epatiche, renali, cardiache o respiratorie. Particolare cautela è inoltre necessaria nei pazienti con precedenti disturbi del comportamento alimentare o con alcune rare malattie del metabolismo dei grassi.
Un’attenzione specifica deve essere riservata alle persone che assumono farmaci appartenenti alla classe degli SGLT2-inibitori, utilizzati nel diabete, nello scompenso cardiaco e nella malattia renale cronica. L’associazione tra forte restrizione dei carboidrati e questi farmaci può aumentare il rischio di una rara ma importante complicanza, la chetoacidosi diabetica anche in presenza di valori di glicemia non particolarmente elevati.
Anche chi presenta un peso normale e desidera semplicemente “depurarsi” o perdere pochi chilogrammi non ha necessariamente bisogno di una dieta chetogenica. La chetosi non rappresenta di per sé un requisito per dimagrire: la scelta della strategia nutrizionale dovrebbe dipendere dalla situazione clinica, dalla composizione corporea, dalle abitudini alimentari e dagli obiettivi individuali.
Perché è importante il controllo medico?
Una dieta chetogenica terapeutica non significa semplicemente eliminare pane e pasta e aumentare liberamente formaggi, salumi e grassi.
Prima di iniziare è opportuno valutare storia clinica, farmaci assunti, pressione arteriosa, funzione renale ed epatica, glicemia, profilo lipidico ed eventuali altre condizioni associate.
Durante il percorso è inoltre importante monitorare non soltanto il peso, ma anche la massa muscolare, l’idratazione e alcuni parametri metabolici. Una perdita di peso efficace dovrebbe infatti interessare prevalentemente il tessuto adiposo, limitando per quanto possibile la perdita di massa magra.
La fase chetogenica rappresenta inoltre soltanto una parte del percorso. Deve essere seguita da una progressiva reintroduzione dei carboidrati e da una fase di mantenimento, finalizzata alla costruzione di un’alimentazione equilibrata e sostenibile nel lungo periodo.
In conclusione
La dieta chetogenica può essere uno strumento terapeutico efficace, soprattutto nel trattamento dell’obesità e di alcune condizioni selezionate, ma non è una dieta adatta indistintamente a tutti.
Il punto non è quindi stabilire se la dieta chetogenica sia “buona” o “cattiva”, ma capire se è indicata per quella specifica persona, con quali obiettivi, per quanto tempo e con quale monitoraggio.
Quando viene utilizzata nel paziente giusto, con un protocollo correttamente formulato e sotto controllo medico-nutrizionale, può rappresentare una delle migliori strategie disponibili all’interno di un percorso più ampio di cura del peso e della salute metabolica.
Vuoi sapere se la dieta chetogenica è adatta a te?
La dieta chetogenica non è una strategia universale e dovrebbe essere valutata sulla base della situazione clinica individuale.
Una valutazione medico-nutrizionale permette di verificare se esistono le condizioni per intraprendere questo percorso, scegliere il protocollo più appropriato e stabilire gli eventuali controlli necessari.
La visita comprende la valutazione dello stato nutrizionale, della composizione corporea, degli esami ematochimici, delle eventuali patologie e delle terapie farmacologiche in corso.
L’obiettivo non è semplicemente entrare in chetosi, ma utilizzare la strategia nutrizionale più adatta per ottenere un miglioramento del peso, della composizione corporea e della salute metabolica in modo sicuro e sostenibile.
Prenota una valutazione medico-nutrizionale per capire quale percorso è più adatto alle tue esigenze.