Bioimpedenziometria

Andare oltre il peso corporeo per stimare massa grassa, massa libera da grasso e stato dei fluidi con una metodica rapida e non invasiva.

Bioimpedenziometria - Noventa Vicentina - Lorenzo Cenci

Che cos’è la bioimpedenziometria

La bioimpedenziometria, o BIA (Bioelectrical Impedance Analysis), è una metodica non invasiva utilizzata per studiare la composizione corporea attraverso la risposta dell’organismo al passaggio di una corrente elettrica alternata di intensità molto bassa e non percepibile.

I tessuti corporei non conducono la corrente nello stesso modo: acqua ed elettroliti facilitano il passaggio, mentre il tessuto adiposo offre una maggiore resistenza.

A partire da misure elettriche come resistenza e reattanza, e utilizzando modelli o equazioni specifiche, è possibile ottenere stime di acqua corporea, massa libera da grasso e massa grassa.

In alcuni strumenti viene inoltre calcolato l’angolo di fase, parametro derivato direttamente da resistenza e reattanza che può offrire informazioni aggiuntive, ma che deve essere interpretato in relazione al dispositivo, alla popolazione e al contesto clinico.

Perché il peso non basta

Due persone di 80 kg possono avere quantità di tessuto adiposo e muscolare completamente differenti. Anche nella stessa persona il peso può rimanere stabile mentre cambiano massa grassa, massa muscolare o distribuzione dei liquidi.

Per questo, nei percorsi di dimagrimento e nello sport, conoscere la composizione corporea può essere più informativo della sola bilancia.

La BIA rappresenta uno degli strumenti disponibili per aggiungere questo livello di dettaglio e viene riconosciuta, insieme ad altre metodiche, come possibile strumento di valutazione della composizione corporea in diversi contesti clinici.

Nel paziente con sovrappeso o obesità

Nel trattamento dell’obesità l’obiettivo non è soltanto ridurre il peso, ma ottenere una riduzione significativa del tessuto adiposo preservando il più possibile la massa muscolare.

Questo aspetto assume particolare importanza nelle persone anziane, in presenza di sarcopenia o obesità sarcopenica e durante percorsi di dimagrimento intensivo.

La BIA può aiutare a seguire nel tempo massa grassa e massa libera da grasso, integrando peso, circonferenze e valutazione clinica. Il consenso ESPEN/EASO sull’obesità sarcopenica include la BIA tra le metodiche utilizzabili per la valutazione della composizione corporea, pur riconoscendo la necessità di interpretare i dati nel loro contesto.

Nei soggetti con obesità severa l’accuratezza delle stime può variare in funzione dello strumento, dell’equazione utilizzata e della distribuzione corporea, motivo per cui il dato non va considerato una misura assoluta priva di errore.

Nello sportivo

Per l’atleta la bioimpedenziometria può essere utile per monitorare nel tempo i cambiamenti della composizione corporea in risposta ad allenamento e alimentazione. Una fase di aumento della massa muscolare, una preparazione per sport di categoria di peso o una fase di definizione possono essere seguite con misure seriali.

Le revisioni negli atleti mostrano però che la concordanza con metodiche di riferimento non è identica per tutti i dispositivi e per tutte le popolazioni.[9]

Per questo è preferibile utilizzare lo stesso apparecchio, condizioni di misura standardizzate e osservare soprattutto l’andamento nel tempo, evitando confronti impropri tra strumenti diversi.

Anche nello sport, inoltre, la composizione corporea non dovrebbe diventare un obiettivo isolato o prevalere sulla salute, sul recupero e sulla disponibilità energetica.

La BIA è sensibile alle variazioni dei fluidi corporei. Un allenamento intenso appena concluso, una forte sudorazione, un pasto recente, l’assunzione di grandi quantità di liquidi o altre condizioni che modificano l’idratazione possono influenzare il risultato.

Per rendere le misurazioni confrontabili è quindi importante ripeterle in condizioni il più possibile simili, seguendo il protocollo dello strumento.

Questo è uno dei motivi per cui un singolo valore isolato deve essere interpretato con cautela.

Inizia il percorso

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Se durante l’attività fisica avverti affanno, sibili o una riduzione della tolleranza allo sforzo, una valutazione medico-nutrizionale può aiutare a capire se sia opportuno integrare il percorso con una valutazione della funzione respiratoria.

Studio Via Fontana 60, Noventa Vicentina (VI)
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